RELAZIONE FINALE RELATIVA AL PROGETTO
“SPAZI DI ASCOLTO E MOMENTI FORMATIVI”
 
 
 
Attività: “Sportello di Ascolto”
 

Fruitori: Genitori, insegnanti, educatori, operatori dei servizi socio-sanitari

 

Obiettivi:        Informazione e sostento; consulenza e successivo orientamento; presa in carico educativa

 
 
Relazione

I disturbi dello spettro autistico sono una patologia dello sviluppo psicologico altamente invalidante, che nella quasi totalità dei casi perdura anche in età adulta e il cui decorso dipende in buona parte dalla precocità e specificità degli interventi abilitativi attivati in età evolutiva. Ricerche epidemiologiche recenti hanno indicato una prevalenza di 1/150. In Regione Piemonte è stato accertato un dato di prevalenza in età evolutiva (0-18 anni) di circa 2,5 soggetti su mille, con una punta di 3,7 su mille nella fascia 6-10 anni.

 L’Associazione A.M.I.C.A. Onlus, dopo un’esperienza decennale dedicata ad interventi di abilitazione socio-educativi a favore di adolescenti e giovani adulti con Disturbo Autistico, sostegno alle famiglie e formazione/informazione ad operatori e famigliari, ha avviato un progetto finalizzato all’apertura di uno “Sportello di ascolto rivolto alla complessa tematica dell’Autismo e Disturbi Pervasivi dello Sviluppo”.

 Lo sportello d’Ascolto ha l’obiettivo di offrire uno spazio di accoglienza, di orientamento, di informazione e di sostegno alle persone, siano esse famigliari, operatori, insegnanti o quant’altro che si rapportano nel quotidiano con le problematiche legate all’Autismo ed è gestito da professionisti competenti e disponibili.A tal fine è stato comunicato nel mese di febbraio 2010, alle Aziende Sanitarie della Regione (Servizi di Npi, Psichiatria), alle Circoscrizioni, alle scuole medie e supriori ed ai Servizi Socio Assistenziali della Città di Torino, l’avvio del suddetto progetto allegando la locandina dell’evento per la successiva diffusione.

 Le famiglie che si sono rivolte alla Sportello di Ascolto hanno evidenziato bisogni relativi a informazione e sostegno inerenti le problematiche tipiche del Disturbo Pervasivo e Autismo.Quasi tutte le famiglie hanno richiesto la presa in carico (con progetto educativo individualizzato) di un famigliare (adolescente o giovane adulto) in un percorso di crescita personale verso una maggiore autonomia.

 Rispetto agli insegnanti sono emerse necessità di ricevere consulenza per attuare integrazione di aspetti più specificatamente educativi nel progetto didattico di alunni con disabilità.

 Gli operatori socio sanitari che hanno contattato l’Associazione hanno formulato richieste di informazione sulle attività del Punto di Incontro “Casetta” considerando che il territorio è tutt’ora carente di strutture specifiche dedicate al Disturbo Pervasivo.

 
 
Metodologia

Lo Sportello d’Ascolto è aperto un giorno a settimana presso il Punto di Incontro Casetta, previo appuntamento e con orario da definirsi in base al numero delle richieste. Spesso, per andare incontro alle esigenze di insegnanti e operatori dei servizi socio assistenziali, gli incontri sono stati svolti direttamente nelle scuole o presso i vari Servizi di territorio.

 
Verifica:

Il dato emerso successivamente all’avvio dello Sportello di Ascolto è quello di una maggiore richiesta da parte delle famiglie e dei Servizi Sanitari e Sociali, di presa in carico educativa soprattutto di adolescenti con disturbo autistico.

L’iniziativa è in itinere, considerando anche l’interessamento e il riconoscimento del lavoro svolto dall’Associazione presso il Punto di Incontro “Casetta”, da parte dei Servizi Istituzionali di territorio, come uno “spazio” di cui si riconosce la validità educativa.

 
 
Attività: Momenti formativi
 

Fruitori: famiglie, educatori e volontari

 

1)    Corso tenuto dalla Dott.ssa Patrizia Apolloni, terapista della neuro e psicomotricità dell’Età Evolutiva e dalla Dott.ssa Maria Carla Galli, psicologa, psicomotricista, psicoterapeuta

 

 

Relazione

Le sintomatologie tipiche del disturbo autistico, riguardanti le aree della comunicazione, dell’interazione sociale e del comportamento permangono nel corso della vita, in oltre il 90% dei soggetti.

 Il corso si propone di approfondire le tematiche relative al disfunzionamento dello spettro autistico e di fornire alcune delle conoscenze teoriche necessarie per comprendere i sistemi che organizzano e coordinano le funzioni esecutive e dunque intervenire in maniera consapevole ed efficace sui disturbi. Migliorare quindi la qualità della vita dei soggetti autistici e della loro famiglia sviluppando le autonomie, ampliando la qualità delle relazioni interpersonali e della comunicazione, trovando cause e strategie per migliorare o risolvere i comportamenti problema.

 Nel funzionamento autistico i disturbi delle funzioni esecutive si manifestano soprattutto nella difficoltà a mantenere un controllo volontario e consapevole su alcune conoscenze metacognitive (obiettivo da raggiungere, strumenti coinvolti, movimenti adatti) durante l’esecuzione di azioni finalizzate, nella difficoltà a controllare l’impulsività e autoregolare le emozioni ed il comportamento, nella difficoltà a mantenere l’attenzione sul compito per tutto il tempo necessario al fine di completare l’azione.

 

 

Obiettivi

·         Fare acquisire conoscenze teoriche e aggiornamenti in tema di:

Funzioni esecutive (definizione e classificazione di funzioni esecutive, il ruolo e lo sviluppo delle singole componenti, il controllo inibitorio, la definizione di autoregolazione, le fasi di sviluppo dell’autoregolazione e del controllo del comportamento nello sviluppo normale) 

Valutare le loro ricadute nella pratica educativa con particolare riferimento ai Disturbi dello spettro Autistico e ai Disturbi delle Funzioni Esecutive e dell’Autoregolazione

·         Fare acquisire abilità pratiche attraverso l’uso di filmati e di esempi tratti dall’esperienza professionale dei docenti e degli operatori

·         Fare migliorare le capacità relazionali e comunicative nella relazione con soggetti con Disturbo dello spettro Autistico

 
 
Metodologia

Lezione frontale con uso di slide e filmati.

 
 

2)    Corso tenuto dalla Dott.ssa Maria Carla Galli, psicologa, psicomotricista, psicoterapeuta

 
Relazione

Nell’esistenza di una persona con autismo è compromessa la strutturazione della coscienza del corpo e, inevitabilmente anche l’interazione io/mondo con gravissime difficoltà nel saper padroneggiare la realtà nella quale la persona vive e si muove.

Inoltre, per alcuni con assenza di linguaggio verbale, la corporeità è l’unico strumento con il quale può esprimersi.

 
Obiettivi
  • Rendere gli operatori maggiormente consapevoli che il linguaggio corporeo è strumento fondamentale nell’interazione e comunicazione
  • Condurli ad essere in grado di saper “leggere” correttamente i segnali non verbali che ricevono
 

Metodologia

 

Lavoro di gruppo “vissuto”.

Dopo l’esperienza, estrapolare osservazioni relative ai canali sensoriali privilegiati dai ragazzi in ambito espressivo e comunicativo.

 
 

3)    Corso tenuto dalla Dott.ssa Sabrina Ghersi, psicologa

 
Relazione

E’ stato ampiamente dimostrato che il lavoro di gruppo offre dei benefici perché favorisce la cooperazione, la socialità, il comportamento pro-sociale e anche la collaborazione. E’ stato però anche dimostrato che sono sempre presenti numerose dinamiche che possono influire sul lavoro sresso e che pertanto non vanno sottovalutate. Il lavoro dell’educatore, come anche altri lavori, proprio per il continuo contatto psicologico e personale con i problemi della persona con cui si relaziona, espone ad una elevato rischio di burn-out, ovvero l’esito patologico di un processo altamente carico di stress. Il progetto è stato ideato, partendo dalla conoscenza più approfondita delle dinamiche della patologia autistica, per aiutare operatori e volontari ad affrontare dinamiche relazionali complesse e particolari vissuti emotivi.

 
Obiettivi
  • Ridurre il carico di stress, conseguente alla gestione delle dinamiche intraindividuali e interpersonali con i ragazzi, le famiglie e tra operatori/volontari
  • Favorire la capacità di introspezione, riconoscimento, di riconoscimento delle proprie emozioni e di confronto con gli altri.
  • Affrontare e discutere le dinamiche relazionali nel gruppo di operatori/volontari, per migliorare il lavoro di equipe.
 
Metodologia

Incontri di gruppo periodici condotti e mediati dallo psicologo

Durante gli incontri sono stati inseriti alcuni momenti teorici formativi per fornire nozioni di base necessarie per comprendere meglio le dinamiche relazioni che coinvolgono gli operatori.

Le modalità di conduzione di ogni incontro prevedono sia la discussione e il confronto in gruppo sia momenti di formazione, durante i quali venivano affrontati temi utili per migliorare il lavoro svolto dagli educatori e dai volontari. In particolare si sono affrontati i seguenti argomenti teorici:

-          La comunicazione verbale e non verbale e le regole della comunicazione, con particolar attenzione agli aspetti relazionali del linguaggio.

-          Approfondimenti e dinamiche tipiche delle famiglie in cui sono presenti i figli disabili

-          La capacità di ascolto: come ascoltare, elaborare e restituire quello che viene detto dalle famiglie (emozioni, paure)

-          Il burn-out e la figura dell’educatore: difficoltà di un lavoro che implica il coinvolgimento costante.

 
 
 
Verifica:

Sono stati effettuati due incontri di valutazione con i rappresentanti dell’Associazione. Uno in itinere dopo tre mesi, nel quale si è deciso il proseguimento del progetto ed uno a conclusione lavoro.

Al fine di verificare l’effettiva utilità del momento formativo, considerando i tre corsi effettuati, è prevista la stesura di una “scheda osservativa” da parte degli educatori per ogni ragazzo inserito nel progetto educativo e per i nuovi utenti.